Arrampicata Libera

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L’uomo, in ogni momento, esprime se stesso: i propri stati d’animo, le proprie emozioni, i propri pensieri o le proprie convinzioni traspaiono dal modo in cui si lavora, si parla, si trascorre il tempo libero e questo a dimostrazione del fatto che l’uomo è un organismo complesso, un insieme di relazioni interdipendenti tra i vari aspetti dell’esistenza: fisico, emotivo e mentale, che si influenzano costantemente.

Questa interdipendenza rende possibile, ad esempio, che esperienze positive sul piano fisico, come il saper fare qualcosa di particolare, sviluppino un senso di fiducia anche sugli altri piani.

Un bambino o un ragazzo costruisce una personalità integra sviluppando contemporaneamente la consapevolezza di avere delle risorse e dei limiti: le risorse sono quelle che consentono di incidere positivamente nella realtà esterna senza esserne sopraffatti, i limiti ci consentono di operare una valutazione realistica e non critica di noi stessi, fondata sul concetto di accettazione. Questi elementi sono alla base di un rapporto sereno e soddisfacente con se stessi e con l’ambiente fisico e sociale che ci circonda.

Sostenere ragazzi o bambini con un basso livello di autostima, che costruiscono nella loro mente una rappresentazione di sé legata all’impotenza, all’impossibilità di poter interagire efficacemente con l’ambiente e vivono spesso una sensazione di frustrazione e di impotenza nei confronti della realtà che li circonda, significa accompagnarli a recuperare la “sensazione” di poter rompere questo “pensiero” di impossibilità e di poter divenire parte attiva della loro esperienza.

Ribaltare la consapevolezza delle proprie possibilità, scoprendo possibili cose che poco tempo prima si era convinti fossero impossibili, come arrampicarsi in cima ad una parete, offre la possibilità di leggere la realtà con minor senso di impotenza, con una sensazione realistica di poter influire nel cambiamento del proprio presente.

Ecco perché imparare ad arrampicare, ovvero vincere la forza di gravità, che ci porta sempre a ricadere verso il basso, con la nostra volontà oltre che con i nostri piedi e le nostre mani, è un modo per credere in se stessi, sviluppare la propria autostima, incrementare la fiducia nelle proprie capacità e nei compagni di gruppo, sperimentando la collaborazione e il sostegno reciproco.

Arrampicare è l’emozione di una scoperta! È l’esplorazione di una dimensione, quella verticale, con cui non siamo abituati a confrontarci. Ed è per questo che significa sviluppare consapevolezza di sé, del proprio movimento, delle proprie emozioni, dei propri pensieri e organizzarli affinché possano essere utilizzati per far fronte a situazioni sempre nuove e stimolanti. Queste idee sostengono il valore educativo ma anche riabilitativo dell’Arrampicata Libera, una disciplina che si svolge in totale sicurezza: l’aggettivo “libera” infatti, si riferisce al fatto che si arrampichi facendo conto solo sulle proprie risorse, mentre la sicurezza è garantita dalla presenza costante della corda, dell’imbracatura e di altri dispositivi tecnici.

L’arrampicata è una disciplina sportiva completa che, per le sue caratteristiche, è particolarmente adatta al corpo di una persona in crescita.

Infatti, attraverso i movimenti richiesti, vi è un equilibrato sviluppo muscolare di tutto il corpo, impegnando in ugual misura sia gli arti superiori che quelli inferiori, sviluppando anche una corretta lateralizzazione.

I movimenti dell’arrampicata sono a carico naturale e, lavorando in estensione, non sovraccaricano la colonna vertebrale e le articolazioni.

Le caratteristiche di questa disciplina portano a migliorare le capacità di equilibrio e di coordinazione, nonché la capacità di attenzione e di concentrazione.

 

La relazione che si instaura con i propri compagni, similmente a quanto accade agli alpinisti in cordata, tende a favorire il senso di responsabilità e l’attenzione empatica verso il prossimo. Nell’arrampicata si insegna ad avere rispetto per se stessi e per gli altri, per i propri limiti e per quelli che incontrano i propri compagni.

Allo stesso tempo, si apprende divertendosi, che per raggiungere un obiettivo sono necessari impegno e forza di volontà, il che rende ogni punto raggiunto motivo di soddisfazione intrinseca.

Al di là dello spirito competitivo che porta a confrontarsi sempre con qualcun altro, mentre si arrampica il confronto è prima di tutto con se stessi e con i propri progressi, giorno dopo giorno.

Come sostengono anche i tecnici dell’età evolutiva della U.O.NPI. di Pomezia,l’Arrampicata Libera può costituire una risorsa, certo assai originale, che va proposta nei trattamenti degli alunni con Disturbi di Apprendimento e nei soggetti con Disagi Affettivo-Relazionali, specie se connotati da una bassa stima del Sé. Dunque, va considerata per i ragazzi (e non solo, s’intende, per i ragazzi) come disciplina che insegna a scalare anche le proprie difficoltà.

Articolo pubblicato sulla rivista "EM", Aprile 2008