Sulla roccia a mani nude

L’uomo, i suoi desideri, le sue aspirazioni. L’esperienza umana, il limite, gli ostacoli, muri da superare. Da sempre tra questi due aspetti dell’esistenza si genera una tensione, tra ciò che l’uomo aspirerebbe a fare e ciò che la sua dimensione umana gli consente di fare, tra la costatazione dei propri limiti e la scoperta delle proprie risorse. Eppure è proprio questa tensione a dare un nuovo significato alle due polarità: se non avessimo un muro a sbarrare la nostra strada, non scopriremmo mai di cosa possiamo essere capaci, così come prendiamo realmente consapevolezza delle nostre risorse quando per qualche motivo ci troviamo a confrontarci con i nostri limiti!

Ma di cosa si parla? Di Arrampicata Libera? Della propria vita? Di come superare verticali pareti di roccia? Degli ostacoli che ci troviamo ad affrontare quotidianamente? In realtà esiste una sorprendente analogia tra le due cose.

Nell’Arrampicata Libera il confronto con la parete mette in luce le proprie possibilità di risolvere situazioni che prima non credevamo possibili, come salire su una parete di roccia con le sole nostre risorse … a mani nude! Contrariamente a quanto non si potrebbe pensare, l’arrampicata prima che una questione di forza, esattamente come in molte cose della vita, è una questione di “testa”: è un’esperienza creativa in cui è necessario saper trovare la soluzione più efficace con il minor dispendio di energie. Arrampicare, pur essendo un movimento naturale ed innato, è l’espressione di una volontà, di un pensiero, dell’armonia che si genera tra corpo e mente: l’uno non porta ad alcun risultato senza la sinergia con l’altro. Prima ancora della forza, sono necessarie qualità come l’ascolto, la consapevolezza, la creatività.

Andare verso l’alto è un’avventura, una sfida con se stessi che tutti possono affrontare: l’importante è volerlo!

Federico Magnaguagno